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il Territorio

» La nostra regione Toscana e il Montecucco

Tenuta L'Impostino nasce in Italia, “Il Bel paese”, noto in tutto il mondo per il suo stile, l’eleganza, la moda, il Savoire Vivrè, e storica patria dell’eccellenza enogastronomica.

    Italia
e Toscana

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La felicissima posizione geografica, che gode di un clima mediterraneo caldo e protettivo, la presenza di montagne nell’entroterra e la sempre relativa vicinanza del mare, rendono la Toscana uno dei luoghi elettivi per la produzione di uve da vino di eccezionale qualità, tanto che i vini qui prodotti certamente rappresentano a tutt’oggi le punte della produzione enologica dell’Italia intera, e incarnano modelli di riferimento per molte giovani regioni vinicole nel mondo.

Uno dei cuori pulsanti dell’Italia, di cui occupa parte del centro geografico, e che ne rappresenta la parte più antica e fondante, è la Toscana, una regione che fin dagli albori della storia ha legato il suo percorso di civiltà alla coltivazione dell’ulivo e della vite, tracciando il solco per lo sviluppo della attuale eccellenza enologica.

Nella parte meridionale della Toscana, nell’alta Maremma, in un contesto naturale selvaggio, si colloca la Denominazione della DOC Montecucco, di cui Tenuta l’Impostino è parte.

il Montecucco
e  il suo terroir

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Le piogge, concentrate soprattutto nel periodo autunno-invernale, lasciano spazi a tratti siccitosi estivi durante i quali la vite approfondisce l’apparato radicale esplorando il suolo. Dall’invaiatura delle prime uve in poi, il versante è sempre beneficamente ventilato e gli sbalzi termici notte-giorno valorizzano la dotazione aromatica delle uve.

Un clima vantaggiosissimo, quindi, per la coltivazione della vite in generale, e del Sangiovese in particolare.

Proprio nel Sangiovese, l’uva più coltivata e certo più rappresentativa dell’intera Toscana, legata a doppio filo a questa regione nella quale, con esclusiva vocazionalità, riesce a produrre vini eleganti e robusti, adatti a lunghi invecchiamenti, si identifica la cifra stilistica dei vini di Montecucco, famoso fin dal Medioevo, e da sempre appannaggio di pochi conoscitori, per via dello scarso sviluppo economico-industriale della regione, che ne ha limitato l’espansione, ma che oggi ne rappresenta il fondamentale punto di forza.

La natura e la composizione chimico-fisica dei suoli agrari nascono dall’antico lavoro del monte che lo domina, l’Amiata, un antico vulcano ormai spento, della cui attività sono responsabili tanto la fertilità chimica (in particolare la ricchezza in potassio) quanto le caratteristiche fisiche dei suoli.

Le rocce dalla cui disgregazione si sono originati I suoli sono principalmente tufi ed arenarie frammentate: che danno un notevole apporto in macro e microporosità, elementi fondamentali da incrociare con le variabili macro e microclimatiche della zona.

Questo areale risente da una parte della presenza del monte Amiata, dall’altra della vicinanza con il Mar Tirreno: questi due fattori influiscono su caratteristiche fondamentali quali la quantità e la distribuzione delle precipitazioni, la variazioni termiche, il livello di irraggiamento e la ventilazione.

La denominazione ha una recente costituzione, riconosciuta DOC nel luglio 1998, e comprende diverse tipologie divini: rosso, sangiovese, bianco e vermentino.

Denominazione:
il Montecucco

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Oggi la DOC Montecucco rappresenta 52 aziende su circa 70, oltre 500 Ha di vigneto su una superficie vitata complessiva di più di 800 Ha ed oltre 1,2 milioni di bottiglie su una produzione complessiva di poco meno di 2 milioni l’anno.
Comprende 7 comuni (Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna, Seggiano): pretendere di riscontrare uniformità e completa omogeneità nelle caratteristiche dei suoli di un così ampio areale è impossibile.

Dalla vendemmia 2011, i vini prodotti da Sangiovese hanno ottenuto la certificazione a DOCG, il più alto gradino qualitativo per i vini Italiani, compiendo in brevissimo tempo un percorso straordinario nel riconoscimento della vocazione enologica di questo territorio.
La vite è qui presente già in epoca primitiva, come testimoniato dai reperti rinvenuti nella cosiddetta Grotta dell’Arciere (5000-3000 a.C.), ma è con gli Etruschi che la viticoltura si sviluppa a pieno fino ad arrivare ai nostri giorni. A testimonianza dell’antica storia viticola della zona c’è anche il rapporto di partnership con l’Università di Pisa: attualmente è in corso uno studio per cercare di ricostruire la storia ampelografica della zona, in particolare con il sequenziamento genetico dei cloni autoctoni e “non ufficiali” di Sangiovese.