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IGP TOSCANA ROSSO

AL LUPO BIANCO, INAFFERRABILE E MISTERIOSO, ABBIAMO DEDICATO IL NOSTRO VINO PIÙ RARO E PREZIOSO, PRODOTTO IN PICCOLA QUANTITÀ.


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Lupo Bianco

» I VINI

2011

SAKURA JAPAN WOMEN’S WINE AWARDS 2017
DOUBLE GOLD 2017

ANNUARIO LUCA MARONI
90/100

I VINI DI VERONELLI
90/100

VITAE - ASS. ITALIANA SOMMELIER
2 VITI

La stagione 2011

Nel complesso una delle migliori annate per produrre vini di grande prospettiva nell’entroterra maremmano in zone di alta collina e ben ventilate come la nostra. Un inverno regolare ha lasciato spazio ad una primavera calda con poche precipitazioni e molto ventilata. L’estate e’ stata oggettivamente molto rigida con la seconda metà di agosto che ha evidenziato temperature sopra le medie stagionali. in questo contesto i nostri suoli profondi e ricchi di scheletro sono stati fondamentali, rimanendo freschi mantenendo le piante in leggero stress idrico senza mai interrompere la propria attività fisiologica. Le nostre scelte agronomiche si sono indirizzate su un alleggerimento produttivo con un diradamento importante dei grappoli. Tutto questo ha permesso l’ottenimento di vini concentrati ma equilibrati e ricchi di sapidità con note olfattive intense e persistenti.

DURATA FERMENTAZIONE ALCOLICA: 12 – 15 GIORNI
FERMENTAZIONE MALOLATTICA: SPONTANEA IN BOTTI DI LEGNO
MATURAZIONE: 24 MESI IN BARRIQUES DI ROVERE FRANCESE CON BATONNAGE PER FAVORIRE L’ESTRAZIONE DALLE PROPRIE FECCE FINI
AFFINAMENTO: ALMENO 6 MESI IN BOTTIGLIA

DATI ANALITICI D’IMBOTTIGLIAMENTO:
ALCOL: 14,7 %VOL
ZUCCHERI RESIDUI: 1,4 g/l
ACIDITÀ TOTALE: 5,6 g/l
pH: 3,47
ACIDITÀ VOLATILE: 0,35 g/l
ESTRATTO SECCO: 33 g/l

Scheda Tecnica

DENOMINAZIONE: IGP TOSCANA ROSSO
UVE: SANGIOVESE 60% - MERLOT 40%
VIGNETI: PIETROSO
ANNO D’IMPIANTO: 2002
TIPOLOGIA TERRENO: ARGILLO-CALCAREO RICCO DI SCHELETRO
ESPOSIZIONE: COLLINA DOMINANTE CON ESPOSIZIONE A SUD-OVEST E NORD-EST
ALTITUDINE: 300 mslm
DENSITÀ IMPIANTO: 5.500 PIANTE/Ha
SISTEMA DI ALLEVAMENTO: CORDONE SPERONATO
RESA PER ETTARO: 50 QUINTALI
VENDEMMIA: RACCOLTA MANUALE IN CASSETTA TRA LA FINE DI SETTEMBRE E LA META’ DI OTTOBRE
VINIFICAZIONE: LE UVE ACCURATAMENTE RACCOLTE VENGONO SELEZIONATE MANUALMENTE IN VIGNA ED IN CANTINA SU UN NASTRO SI CERNITA PRIMA DI INIZIARE LA FERMENTAZIONE ALCOLICA CON LIEVITI SELEZIONATI A TEMPERATURA CONTROLLATA DI 23 °C. LA MACERAZIONE SULLE BUCCE VARIA DA 20 A 25 GIORNI CON RIMONTAGGI ALL’ARIA FINO A FINE FERMENTAZIONE E FOLLATURE MANUALI FINO A SVINATURA.

Note degustative

Colore Rubino fitto e impenetrabile. Profumo intenso e ampio, in cui domina la frutta matura, quasi in confettura, i primis la mora, la ciliegia e il ribes nero, che lascia poco dopo spazio a note di tabacco, e accenni di spezie dolci, vaniglia e cannella, con un finale quasi balsamico. In bocca è potente, strutturato, di gran corpo e notevole freschezza, con un tannino presente e ben integrato. Il finale è lungo, piacevolissimo, con una nota amaricante.

Vino di notevole struttura e concentrazione, preferisce essere servito a 18°C, in ampi ballon, che ne valorizzino il bouquet. Accompagna piatti di struttura importante, selvaggina e carni rosse in cotture importanti, formaggi a lunga stagionatura. E’ un eccezionale complemento al pecorino al Tartufo, e ai piatti di carni in cui il Tartufo sia presente. Si esalta nell’abbinamento a speziati stracotti ed è opulento con il più classico dei piatti maremmani, il Cinghiale in umido.

Abbinamenti

Tutti a Paganico sanno che in campagna, al termine di una giornata di lavoro, quando il sole comincia la sua discesa dietro il Sassoforte, è meglio non attardarsi troppo a cincischiare, o si potrebbe incontrare il Lupo Bianco.
Qualcuno sostiene non sia altro che un rappresentazione mitica della Nebbia, che nelle serate d’autunno avvolge il paese, e in effetti molti giurano di averlo soltanto intravisto, e mai nessuno, che si sappia, l’ha incontrato a tu per tu, ma è certo che al solo nominarlo tutti corrono verso casa spediti.
Si narra che un cacciatore, inseguendo un grosso cinghiale e non rendendosi conto dell’arrivo dell’imbrunire, perse tutti i suoi cani, che furono attirati proprio dal Lupo Bianco lontano dalla loro preda.
Un animale mitico e misterioso, magari anche inventato, ma di certo è un tratto distintivo della comunità di Paganico, in cui tutti si ricordano l’avvertimento dei genitori quando da piccoli ci si attardava a giocare: ”Vieni a casa sennò ti piglia il Lupo Bianco!”

la Leggenda