copyright © all rights reserved 2016
IT / EN

TOSCANA VERMENTINO IGP

ALLE FIGURE DANZANTI DEGLI ABITANTI DEL COTONE È DEDICATO IL NOSTRO VERMENTINO, VINO FRESCO E LEGGIADRO, PROFUMATO DI PRIMAVERA.


   SCARICA LA SCHEDA TECNICA IN PDF

Ballo Angelico

» I VINI

2016

La stagione 2016

Inverno mite seguito da una primavera fresca dove si sono registrate temperature leggermente al di sotto della media fino ad inizio maggio dove un calo repentino delle temperature ha rallentato notevolmente lo sviluppo delle piante, posticipando la fase fenologica della fioritura di circa 10-15 giorni. L’estate ha registrato poche piogge e temperature alte ma costanti così da non rappresentare un rischio per le attività fisiologiche delle piante. Settembre è trascorso regolare con giornate calde e limpide alternate a notti fresche e ventilate.

DURATA FERMENTAZIONE ALCOLICA: 15 – 18 GIORNI
FERMENTAZIONE MALOLATTICA: PARZIALE IN VASCHE DI ACCIAIO INOX
MATURAZIONE: 6 MESI IN VASCHE DI ACCIAIO INOX SULLE PROPRIE FECCE FINI
AFFINAMENTO: 2 MESI IN BOTTIGLIA

DATI ANALITICI D’IMBOTTIGLIAMENTO:
ALCOL: 13,2 %VOL
ZUCCHERI RESIDUI: 3,7 g/l
ACIDITÀ TOTALE: 6,9 g/l
pH: 3,15
ACIDITÀ VOLATILE: 0,13 g/l

Scheda Tecnica

DENOMINAZIONE: TOSCANA VERMENTINO IGP
UVE: VERMENTINO 100%
VIGNETI: LE MACCHIE
ANNO D’IMPIANTO: APRILE 2007
TIPOLOGIA TERRENO: FERTILE CON OTTIMA DOTAZIONE DI SOSTANZA ORGANICA E FORTE PRESENZA DI ROCCIA MADRE CALCAREA RICCA IN SALI MINERALI
ESPOSIZIONE: SUD-OVEST
ALTITUDINE: 380 mslm
DENSITÀ IMPIANTO: 5.500 PIANTE/Ha
SISTEMA DI ALLEVAMENTO: CORDONE SPERONATO
RESA PER ETTARO: 70 QUINTALI
VENDEMMIA: RACCOLTA MANUALE IN CASSETTE A META’ SETTEMBRE
VINIFICAZIONE: LE UVE ACCURATAMENTE RACCOLTE VENGONO SELEZIONATE MANUALMENTE IN CANTINA SU UN NASTRO DI CERNITA PRIMA DI ESSERE PRESSATE. IL MOSTO SEDIMENTA PER UNA NOTTE A 10 °C PRIMA DI INIZIARE LA FERMENTAZIONE ALCOLICA CON LIEVITI SELEZIONATI A TEMPERATURA CONTROLLATA DI 16 °C.

Note degustative

Si presenta con un colore paglierino brillante, dalle fresche sfumature verdi, e avvolge il naso con un intenso aroma varietale, in cui si riconoscono note floreali e fruttate dolci di pesca gialla e melone, con un tocco di menta piperita. All’assaggio entra fresco e vivace, secco e di corpo, per aprirsi poi a riportare tutta l’intensità di aromi che ha preannunciato al naso. Una piacevolissima nota minerale e un finale leggermente amarognolo caratterizzano la lunga e armonica persistenza.

Vino dal corpo elegante e sottile, accompagna perfettamente le bruschette tradizionali e i piccoli sfizi, proponendosi come protagonista di un aperitivo lungo. A tavola sono unioni di grande soddisfazione quelle con paste leggere e piatti a base di verdure, in cui viene esaltata la sua naturale sapidità: la tradizione lo impone con la classica pappa la pomodoro toscana. Particolarmente adatto ai piatti di pesce in genere, è da non perdere l’abbinamento con carpacci di pesce bianco e crostacei crudi.

Abbinamenti

Si racconta che il Vescovo di Grosseto amasse organizzare tornei al castello di Cotone, e che a quegli eventi, riservati ai nobili, seguissero feste e libagioni, a cui partecipavano gli abitanti dell’intero borgo.
Col passare del tempo, tuttavia, l’atmosfera festosa e le danze intorno ai fuochi divennero una pratica continua e spasmodica per i castellani, tanto che il Vescovo si vide costretto a radunare gli abitanti del castello e tenne un lungo e appassionato discorso per portarli al ravvedimento.
Uomini e donne del Cotone lo ascoltarono in silenzio, e promisero di cambiar vita, ma al calare della notte non resistettero, e tornarono alle loro orgiastiche feste. Non paghi, chiusero il Vescovo in una botte, e lo rotolarono nel fiume Ombrone: il povero malcapitato, trascinato dalla corrente e sbattuto di masso in masso, finì miracolosamente incagliato al ponte di Istia, poco prima di finire in mare.
Compreso di essere salvo per intervento divino, il Vescovo si mostrò pronto al perdono, se gli abitanti del Cotone si fossero redenti, ma non ci fu il tempo: quella notte, durante una delle solite feste, un terremoto colpì il maniero, di cui non rimasero che un cumulo di macerie.

la Leggenda